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La Chiesa di Sant’Ugo, erroneamente definita “cripta” o “criptoportico”, è in realtà una costruzione romanica databile intorno all’anno 800 d.C.. È pensabile che insista su un preesistente edificio di epoca anteriore, forse romana. La Chiesa, edificata fuori dalla cinta muraria e parte di un convento prima benedettino e poi silvestrino, era intitolata ai SS. Filippo e Giacomo e solo successivamente fu dedicata a Sant’Ugo, dopo che venne costruito un nuovo tempio più in alto sul crinale che, nelle successive modificazioni e ampliamenti, inglobò la chiesa mutandola, di fatto, in una pseudo-cripta.

Al suo interno possiamo ammirare tre cicli di affreschi di epoche differenti: il primo datato esattamente al 1299, il secondo intorno alla metà del 1300 e il terzo nel 1500. Questo fornisce la possibilità di visualizzare nello spazio di pochi metri l’evoluzione dell’arte nell’arco di tre secoli. Tutti i cicli sono di estremo interesse storico e artistico, in particolare il primo e più antico che può essere considerato un unicum nel mondo, ad opera di un non meglio identificato artista che gli storici dell’arte definiscono “maestro di Montegranaro”.

La struttura della costruzione presenta un'unica navata chiusa in alto da una volta a botte in cui l’abside risulta ancora splendidamente affrescato. Le finestre strombate e di piccole dimensioni lasciano entrare una luce diffusa che, nelle ore diurne, fornisce un’atmosfera unica al luogo.

Luca Craia

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Grazie ad Alberto Monti per le foto.